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Cadaveri innocenti – Kathy Reichs

Incontrare Temperance Brennan sulla carta è stata un’esperienza davvero diversa rispetto alla Bones della nota serie televisiva americana. Me ne sono innamorata dopo le prime pagine, incuriosita da questo personaggio pieno di sfacettature così familiari; vera fino all’inverosimile – e scusate il gioco di parole – madre, di una figlia ormai grande, lavoratrice e grande conoscitrice del suo campo, innamorata della vita e quanto mai sazia di morte, eppure così capace da essere chiamata per le più disparate indagini forensi. Un’antropologa che non ha paura di mettere in mostra le sue debolezze e, nello stesso tempo, è così serena conoscendo quali siano da lasciar correre la lingua dimostrando una freddezza e, a volte, un’acidità di cui solo noi donne siamo capaci.

Cerco però di andare con ordine. Il libro che vi racconto questo mese non è nè il primo, nè l’ultimo della serie scritta da Kathy Reichs. Ne ho preso uno a caso, scippandolo a mia mamma che se ne voleva disfare, convinta che avrei fatto un buco nell’acqua. Invece, come vi ho già detto, me ne sono innamorata. Quando leggo un libro in cui ci sono delle donne, molto spesso riesco ad immedesimarmi molto: tremo con loro, aspetto piena d’ansia il prossimo incontro amoroso, faccio il tifo per la buona riuscita di una relazione. Qui tutto questo è stato enormemente amplificato e mi ha lasciato una sensazione di personaggio a tutto tondo che ho amato sin dalle prime righe. Un personaggio, femminile, finalmente realistico. Suvvia, chi di noi è sempre al top? Sempre forte? Sempre sul pezzo? Oppure, dall’altro lato, chi di noi si sente davvero, sempre, la piccola principessa innamorata che aspetta il suo amato alla finestra? Chi si farebbe davvero salvare dal principe azzurro? Chi di noi resta davvero inerme a guardare che un uomo qualsiasi, amato o no, venga a salvarci? Ecco, con buona pace di alcuni uomini e alcune donne, credo quasi nessuna. Ognuna di noi è un’insieme caleidoscopico di forme, di sentimenti, emozioni, ruoli anche. E Tempe non fa eccezione.

La parte che ho amato di più, forse perché mi ci sono immedesimata subito, soprattutto in questo periodo, è la donna stanca che crolla sfinita nel letto la sera, senza più la forza di cucinarsi un uovo – cosa che con una bambina piccola è quasi impossibile, ma non appena ne ho l’occasione vado di pizza d’asporto – e, nello stesso tempo, che si porta il lavoro a casa per finirlo nel week end e si coccola con piatti di semplice haute cuisine.
Ho amato la donna che ha paura dell’amore: quasi non crede possibile gestire il tutto, non vuole lasciarsi andare per timore che, una volta espostasi, cambierà tutto nella sua vita lavorativa, per cui decide di mettere in stand by quella personale. Salvo poi innamorarsi, senza ammetterlo con noi lettori figuriamoci con lei stessa, del collega poliziotto, con il quale vive momenti di intensa passione amorosa, per poi relegarli nel dimenticatoio nonostante i tentativi di lui di farle capire le sue buone intenzioni, la sua serietà – perché diciamocelo, la serietà per alcune di noi è tutto, richiediamo così tanto a noi stesse da non essere facili prede per i nostri corteggiatori.
Ho amato la donna competente: perché non è vero che se sei donna e madre, se hai alle spalle dei fallimenti, tu non sia più competente di un uomo. Tutto il romanzo lo mette in evidenza, non solo Tempe è brava, ma è dannatamente competente e curiosa, sempre, e le sue domande non sono mai a sproposito, anche quando si interfaccia con donne o uomini che ne sanno più di lei su alcuni argomenti. Insomma, davvero una donna eclettica, che coniuga capacità “mentali”, di studio, di lavoro – è antropologa forense, lavora in università come docente, ma è collaboratrice delle forze di polizia americane e canadesi per i casi di omicidio o morte violenta, quando dei corpi non rimangono che le ossa – ad una vita “normale” in cui prende la macchina, e la guida lei (!), lavora tantissimo, sente le persone della sua famiglia che le ruotano intorno e che ama profondamente ma la incasinano come succede ad ognuna di noi – per dirla tutta le manca solo la suocera – e si innamora. Un personaggio davvero a 360 gradi, quello creato dalla Reichs, che, come già dicevo, supera di gran lunga la versione cinematografica.

Ma la Reichs? Chi è, che cosa fa, da chi nasce un personaggio così bello come Temperance Brennan?

Kathy Reichs nasce a Chicago nel 1948, frequenta scuole cattoliche, si sposa giovanissima, ha tre figli e diventa antropologa forense, la prima a poter lavorare anche in Canada, a Montreal e a diventare consulente per la polizia. Come la Tempe di cui scrive, si barcamena tra conferenze, lezioni all’università di Charlotte e il lavoro in Québec e ammette, in una intervista, che coniugare tutte queste “vite” a volte è molto complicato. Fa rivivere attraverso il suo personaggio sentimenti, emozioni, lavoro sul campo che affronta quotidianamente, riservando al testo una forte impronta scientifica, avvalendosi, anche, di un linguaggio decisamente specialistico. Cadaveri innocenti è il suo secondo libro, anche questo, come gli altri, ispirato ad un caso seguito personalmente dalla stessa autrice e i lunghi paragrafi in cui spiega meticolosamente le parti inerenti l’antropologia forense servono, a detta della stessa Reichs, a divulgare principi scientifici a lettori anche lontani da questa materia. Non solo, le sue opere sono un vero inno alla femminilità, il suo intento infatti è di condannare qualsiasi tipo di violenza e, nello specifico, quella contro le donne, presenti, queste, in modo massiccio all’interno dei suoi romanzi.

Ad aprile annuncia il bisogno di prendersi un anno sabbatico per motivi di salute, ma dice di voler ritornare presto. E chi, come me, ha amato Tempe, non vede l’ora di leggere un nuovo romanzo della serie.

Titolo: Cadaveri innocenti

Autore: Kathy Reichs

Genere: Thriller medico

Casa Editrice: Best Bur

Prezzo: 10 euro

Detto tra noi … se amate i thriller questa autrice non può sfuggirvi. Il linguaggio è decisamente specialistico e “crudo”, per cui, se siete impressionabili, maneggiatela con cura. Vi consiglio di leggerla se siete alla ricerca di un personaggio forte ma nello stesso tempo vero, reale, una donna che potreste incontrare sul pianerottolo di casa. O allo specchio.

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1 Commento

  • Federica
    Reply
    Federica
    23 Gennaio 2019 at 14:20

    Avevo letto, anni fa, Corpi Freddi. Dovrei leggere qualche altro libro di questa autrice perché ha una scrittura che mi piace molto.

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