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Quello che non sono mi assomiglia – Gianluca Giraudo

Navigando in questo blog mi rendo conto di quante cose belle ricerchiamo nel mondo e in noi stesse, quante possibilità di migliorarci, di trovarci un giorno diverse, in senso positivo, rispetto a ciò che siamo, come se il presente non fosse mai abbastanza.

E’ difficile fidarsi di un autore sconosciuto, ma nello stesso tempo chi legge riesce a ritrovare la curiosità della scoperta. Ogni libro lo è, ma spesso, l’autore famoso rassicura il lettore, come a dire che almeno qualcuno lo avrà amato. Mi sono avvicinata a “Quello che non sono mi assomiglia” con diffidenza, ma allo stesso tempo con tanta curiosità e, come una bambina, ho scoperto un mondo fatto di storie intrecciate, di aneddoti di vita vera, inventata ma vissuta, che mi ha accolto nel suo mondo obbligandomi a viverlo fino in fondo, parola dopo parola, storia dopo storia. E’ un libro corale, romantico, profondo, bellissimo, intenso e misterioso il cui colpo di scena finale risolve gran parte delle domande che come lettori siamo obbligati a porci sin dal primo istante, sin dalle prime righe di apparente normalità in cui l’autore ci catapulta. E all’autore ho chiesto di rispondere ad alcune curiosità, perché una volta finito, ancora non mi bastava. Sono partita dalla “pagina in più”, una voce che con Giraudo non sembrava avere a che fare e che mi ha fatto però chiedere quanta vita vera ci fosse in quelle righe.

Chi è Giada e che cosa rappresenta per le storie che ci racconti?

Giada è una persona che esiste veramente: è un’amica e vive a Roma. Per caso avevo letto una cosa che aveva scritto su Facebook e ne avevo tratto ispirazione per uno dei capitoli. La sua scrittura e la sua maniera di guardare il mondo si sono amalgamate quasi spontaneamente con le mie. Per ringraziare Giada, e quindi restituirle la voce, le ho proposto di comporre la “pagina in più”, chiedendole di riflettere sul significato del romanzo, ma anche di aggiungere un po’ della sua esperienza di “vita vera”. Il fatto che questa pagina sia stata scritta da un “altro” da me, ma allo stesso tempo non identificabile, credo sia molto in linea con il libro: in un certo senso significa proprio che “quello che non sono mi assomiglia”.

A chi ti rivolgevi mentre scrivevi? Ogni vita che racconti potrebbe essere la nostra e allora, esistono davvero tutti questi “angoli bui” nell’essere umano?

Non mi sono rivolto a qualcuno in particolare mentre scrivevo, però avevo fisso in testa un lettore con caratteristiche ben definite: instancabile, esigente ma sensibile, con una certa idea di ritmo e una passione per le folgorazioni che arrivano inaspettate dalla vita quotidiana. Un lettore simile a me. Tuttavia, non credo che spetti a me dire se gli angoli bui dell’essere umano che ho rappresentato esistano nella realtà. Esistono nel libro e, da autore e lettore, questo mi basta. Certo, sapere che molti lettori si sono immedesimati nelle esperienze, i pensieri, le parole di questo o quel personaggio non può che riempirmi di piacere… significa che, pur sfruttando molto l’immaginazione, il libro ha mantenuto una certa aderenza alla realtà.

Come ci si può riconoscere davvero in noi stessi e come si può emergere davvero in tutta la nostra bellezza?

Riconoscersi in se stessi è un processo che immagino lungo, complesso, forse mai veramente terminabile. Per quanto riguarda i personaggi del libro ognuno compie un tentativo strenuo di assomigliarsi sempre di più mantenendo, a fatica, il proprio equilibrio. Solo il protagonista, Ignacio, dà una sterzata alla sua vita optando per un cambiamento drastico. Non credo che esista una formula standard per diventare se stessi. Di certo bisogna smettere di pensare alla propria identità come a qualcosa di immutabile e vincolato, che costa troppa fatica cambiare. Sarebbe proficuo pensare alla vita non come a un percorso in cui a ogni azione ne segue un’altra, ma come a un insieme, un quadro, di elementi che possiamo cambiare in ogni momento. Un’autrice che amo molto, Yasmina Reza, ha scritto che “la complessità umana non si riduce ad alcun principio di causalità”. E io di questo sono convinto. Anche quando si è in là con gli anni non bisogna mai pensare che le scelte compiute siano irreversibili, ma occorre restare pronti a mettersi in gioco: con la pratica o, se non si può, con l’immaginazione.

Titolo: Quello che non sono mi assomiglia

Autore: Gianluca Giraudo

Genere: Romanzo corale

Casa Editrice: Autori Riuniti

Prezzo: 13 euro

Detto tra noi … lo consiglio se volete uscire dai vostri schemi, quelli nel quale vi siete incasellate, se volete farvi delle domande anche se avete paura delle risposte, se volete davvero pensarvi un quadro fatto di tanti piccoli pezzi, un mosaico impreziosito da ogni rara e personale esperienza vissuta. In ogni caso, preparatevi a tuffare dentro il naso e a non riuscire più a toglierlo fino alla fine del libro.

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2 Commenti

  • Mary Events Designer
    Reply
    Mary Events Designer
    10 aprile 2018 at 17:39

    ciao Michela! sto seguendo le tue proposte e devo dire che proponi delle letture molto interessanti. quest’ultima credo che sará la prossima che leggeró! 😊

    • Michela
      Reply
      Michela
      29 aprile 2018 at 14:44

      Grazie Mary, sono contenta 🙂 lo puoi trovare in formato cartaceo in vendita sul sito di Autori Riuniti 🙂

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